Nel discorso al Parlamento europeo, nella solita alternanza di francese, inglese, tedesco, la Presidente della Commissione segna una svolta nel pensiero europeo. L’Unione, tramite la Commissione, può indebitarsi per fronteggiare una situazione d’emergenza. La circostanza è tale che richiede reazioni all’altezza. L’Unione ha in definitiva una sola opzione: reagire per non perire. Le prospettive di recesso, oltre a Brexit, non sono così remote come si potrebbe pensare. Ci lavorano i partiti sovranisti e, inconsapevolmente, i partiti che si dichiarano europeisti ma si mascherano con la frugalità. Ecco un termine, frugalità, che dall’accezione comunemente positiva  diventa negativa: parente di tirchieria. Che non è appunto una virtù ma semmai il tema dell’Avaro di Molière.

            Ursula von der Leyen vagheggia il passaggio da un’Unione sostanzialmente menefreghista (crisi migratoria) ad un’organizzazione coesa che nella crisi ritrova  le ragioni dello stare insieme.

            La proposta della Commissione di impegnare 750 miliardi di euro è, appunto, una proposta. Ora comincia il percorso a ostacoli nella “pipeline” europea: il passaggio al Consiglio europeo di giugno, la formalizzazione in un documento, il dibattito in seno al Consiglio, il prevedibile ritorno ad un secondo Consiglio europeo, la concertazione con il Parlamento. Trattandosi di materia di bilancio, le istituzioni competenti sono tre e tutte avranno da dire e ridire, non fosse altro che per marcare i punti di vista.

            Mentre il Parlamento s’è già espresso con le risoluzioni, il Consiglio europeo è la grande incognita. Le avvisaglie provenienti dalle delegazioni cosiddette frugali lasciano intravedere una riserva di fondo sulle sovvenzioni, a voler esorcizzare il precedente che gli stati membri in maggiore difficoltà siano ripagati dagli stati membri virtuosi. Il contrario del principio di solidarietà alla base dei Trattati, ma poco importa se occorre indicare la via della virtù a quanti l’hanno smarrita.

            L’Italia sarebbe fra i maggiori beneficiari del pacchetto sopravanzando di qualche lunghezza la Spagna e distanziando gli altri. Da contribuente netto del bilancio europeo passeremmo alla condizione di beneficiario netto di questa provvidenza. Non c’è motivo di orgoglio. Sempre meglio ospitare che essere ospitati. Tale è la nostra presente condizione, bisogna lavorare perché sia effimera quanto la durata del pacchetto finanziario.

di Cosimo Risi.